Il venditore ha indicato 7-15 giorni ma sono passati 45 — quando il ritardo diventa abbastanza irragionevole da contestare?
Un ritardo di 45 giorni è già ben oltre una finestra di consegna indicata di 7–15 giorni, quindi di solito è ragionevole contestare ora se il pacco non è arrivato e il venditore non può dare una nuova data di consegna chiara e credibile. Il punto esatto in cui è consentito aprire una contestazione dipende comunque dalla finestra di reclamo del marketplace, dal metodo di pagamento e dal fatto che il venditore abbia poi esteso per iscritto la data di consegna.
Per prima cosa, controlla oggi tre cose:
- La pagina dell’ordine per la finestra di consegna promessa, eventuali date riviste e lo stato attuale.
- Il tracking per l’ultimo vero aggiornamento, non solo per la creazione dell’etichetta originale.
- I tuoi messaggi con il venditore, soprattutto eventuali promesse di rispedire, rimborsare o di “aspettare ancora qualche giorno”.
Se la pagina dell’ordine mostra ancora la stima originale di 7–15 giorni e il tracking è fermo o non si muove da molto tempo, hai una base solida per contestare subito. Non aspettare solo perché il venditore continua a dire “è in arrivo” senza una nuova data di consegna.
Cosa fare dopo:
- Contatta il venditore o il marketplace e chiedi una sola risposta chiara: prova di consegna, una nuova data di consegna certa, oppure un rimborso.
- Includi il numero dell’ordine, il numero di tracking, la promessa di 7–15 giorni e il fatto che sono già passati 45 giorni.
- Salva screenshot della pagina dell’ordine, della cronologia del tracking e di ogni messaggio. Sono le prove più utili se devi fare un ulteriore passaggio.
Se il pacco risulta “consegnato” ma non l’hai ricevuto, trattalo come un problema diverso:
- Chiedi al corriere una prova di consegna, come una scansione di consegna, una foto o una firma.
- Verifica se è stato lasciato a un vicino, alla reception, in un locker per pacchi o a un altro dettaglio dell’indirizzo.
- Poi contesta la prova di consegna se non corrisponde al tuo indirizzo o al tuo nome.
Se il venditore ti ha dato una data promessa successiva dopo la stima originale di 7–15 giorni, usa quella data più recente. In quel caso, il ritardo potrebbe non essere “irragionevole” finché non passa quella nuova data.
L’unico dato mancante che conta di più è se il tuo marketplace o il tuo fornitore di pagamento ha una scadenza per reclami o contestazioni. Controlla nella sezione dell’ordine, del pagamento o della protezione se c’è un riferimento a “problema di consegna”, “articolo non ricevuto”, “protezione acquirente” o una scadenza per il reclamo, e apri il caso prima che quella finestra si chiuda.
Se hai pagato con carta o con un altro servizio di pagamento, continua la contestazione con il venditore e annota anche il riferimento del pagamento, nel caso in cui in seguito tu debba chiedere alla tua banca o al fornitore informazioni su una contestazione di pagamento separata. La procedura della banca e quella del marketplace non sono sempre la stessa cosa.
Practical tip: fai oggi uno screenshot della pagina di tracking, perché l’ultimo scan visibile e il testo dello stato sono spesso il modo più rapido per mostrare che il pacco è rimasto fermo troppo a lungo.